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3 giorni a Lisbona: cosa vedere tra Baixa, Alfama e Belém

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Questo articolo nasce da un viaggio che abbiamo fatto a Lisbona alcuni anni fa.

Nel tempo lo abbiamo rivisitato e arricchito con nuove informazioni, curiosità e riflessioni maturate rileggendo gli appunti e le fotografie di quel viaggio.

Ben trovato caro viaggiatore,

Questo itinerario di 3 giorni a Lisbona nasce da un viaggio fatto molti anni fa ma che, ancora oggi, continua a tornarci alla memoria attraverso immagini precise: la luce sul Tago, i tram gialli che salgono tra le strade strette, i miradouros affacciati sui tetti rossi, il profumo dei pastéis de nata appena sfornati.

Quando partimmo da Napoli per visitarla, ViaggiCheSogni non esisteva ancora.

Non avevamo l’idea di raccontare i nostri itinerari in un blog, né di trasformare appunti e ricordi in piccoli racconti di viaggio.

Eppure Lisbona è rimasta lì, tra quelle città che meritavano prima o poi di essere rimesse in ordine.

In questo articolo ti racconto cosa vedere a Lisbona in 3 giorni seguendo un itinerario pensato per scoprire i suoi quartieri più belli senza correre troppo: Baixa, Chiado, Bairro Alto, Alfama e Belém.

Non aspettarti una lista fredda di monumenti, ma un percorso tra salite, terrazze panoramiche, chiese segnate dalla storia, tram storici e quartieri che cambiano completamente volto dal mattino alla sera.

3 giorni a lisbona: elevador-da-gloria

La partenza da Napoli ci vide carichi di entusiasmo e aspettative, come accade ogni volta che stiamo per partire.

Ognuno viaggia per motivi diversi: curiosità, bisogno di staccare, voglia di sentirsi altrove anche solo per qualche giorno.

Per noi il viaggio è sempre stato un modo per rallentare e guardare il mondo con occhi diversi.

Dopo circa tre ore di volo, atterrammo all’aeroporto Humberto Delgado, pronti a immergerci nell’atmosfera di una città che, fin dal primo impatto, ci trasmise qualcosa di particolare.

Lisbona è costruita su sette colli, affacciata sul Tago e sospesa tra malinconia e vitalità. Una città fatta di salite, tram gialli, azulejos, terrazze panoramiche e quartieri molto diversi tra loro.

Gran parte della Lisbona che vediamo oggi nasce dopo il devastante terremoto del 1755 che, insieme al successivo tsunami, distrusse buona parte della città cambiandone per sempre il volto.

Un altro momento decisivo arrivò invece nel 1974 con la celebre Rivoluzione dei Garofani, che pose fine al regime di Salazar e riportò il Portogallo verso la democrazia e l’Europa.

Oggi Lisbona è una città viva, luminosa, piena di contrasti, elegante senza essere fredda, malinconica ma allo stesso tempo energica, capace di mescolare storia, decadenza e modernità in un modo tutto suo.

3 giorni a Lisbona: primo e secondo giorno tra Baixa, Chiado e Bairro Alto

La nostra scoperta di Lisbona iniziò dalla Baixa, il quartiere basso della città, ricostruito dopo il terremoto del 1755 e oggi caratterizzato da grandi piazze, edifici eleganti e strade ordinate che si aprono verso il Tago.

Il cuore della Baixa è Praça do Comércio e la prima impressione, arrivando lì, fu quella di trovarci davanti a uno spazio enorme e quasi scenografico.

3 giorni a lisbona: piazza-del-commercio

Gli edifici gialli che circondano la piazza, le arcate eleganti e la luce che si riflette sul marmo chiaro le danno un’atmosfera molto particolare, soprattutto verso sera.

Al centro si trova la statua equestre di Re Giuseppe I, mentre poco più avanti svetta l’Arco da Rua Augusta, uno dei simboli più riconoscibili della città.

Vale la pena salire sull’arco per osservare la Baixa dall’alto, con i tetti che si allungano verso il Tago e il Castello di São Jorge in lontananza.

Nella piazza si trova anche il Lisboa Story Centre, interessante per approfondire la storia della città e gli eventi che ne hanno cambiato il volto nel corso dei secoli.

Da Praça do Comércio inizia Rua Augusta, una delle strade più vive di Lisbona, tra artisti di strada, negozi storici e locali dove fermarsi senza fretta.

Al mattino ha un’atmosfera più tranquilla, mentre verso sera si riempie rapidamente di persone.

Ed è proprio passeggiando lungo Rua Augusta che ci fermammo alla Manteigaria per assaggiare i famosi pastéis de nata. Ancora oggi ricordiamo il profumo che usciva dal laboratorio e la difficoltà di fermarsi al primo dolce.

Se hai tempo, il consiglio è quello di gustarli con calma, magari accompagnati da un caffè o da un bicchierino di porto, osservando il continuo movimento della città attorno a te.

3 giorni a lisbona: manteigaria

In una parallela di Rua Augusta si trova il celebre Elevador de Santa Justa, uno degli elementi più iconici dello skyline di Lisbona.

3 giorni a lisbona: elevador-de-santa-justa

Realizzato all’inizio del Novecento in ferro battuto e acciaio, collega la Baixa con la parte alta della città regalando una splendida vista sui tetti di Lisbona.

Guardandolo attentamente è impossibile non notare una certa somiglianza con le opere di Gustave Eiffel.

Non è un caso: il progettista, Raoul Mesnier, fu allievo proprio dell’ingegnere francese.

Dalla terrazza panoramica lo sguardo spazia sulla Baixa, sul Castello di São Jorge e sulle rovine del Convento do Carmo.

Verso il tramonto l’atmosfera diventa ancora più suggestiva.

Raggiungendo Largo do Carmo troverai infatti il Convento do Carmo, noto anche come la “chiesa senza tetto”.

3 giorni a lisbona: convento-do-carmo

Le rovine lasciate dal terremoto del 1755 non sono mai state completamente ricostruite e ancora oggi il luogo conserva un fascino molto particolare.

Camminare all’interno delle sue navate, aperte verso il cielo, dà quasi la sensazione di trovarsi sospesi nel tempo.

Continuando verso Rossio, arriverai in Praça Dom Pedro IV, una delle piazze più importanti della città.

Qui Lisbona cambia ancora volto: fontane, edifici storici, caffè e la celebre pavimentazione ondulata bianca e nera creano uno degli scorci più riconoscibili della capitale portoghese.

3 giorni a lisbona: piazza-dom-pedro-iv

Poco distante si trova anche la stazione Rossio, con la sua caratteristica facciata neomanuelina e gli archi decorati.

3 giorni a lisbona: ingresso-stazione-rossio

Tra Rossio e Praça da Figueira vale la pena fermarsi nella Igreja de São Domingos.

L’interno della chiesa conserva ancora i segni dell’incendio che la colpì negli anni Cinquanta e proprio questa atmosfera imperfetta e segnata dal tempo la rende diversa da qualsiasi altra chiesa vista a Lisbona.

Appena fuori dalla piazza, ci concedemmo una pausa da A Ginjinha per assaggiare la celebre Ginja, il liquore tipico a base di amarene.

3 giorni a lisbona: a-ginjinha

Piccolo locale, pochi posti e tanta gente del posto: uno di quei dettagli semplici che aiutano a entrare davvero nell’atmosfera della città.

Da Praça dos Restauradores iniziammo poi la salita verso il Chiado.

Il Chiado è probabilmente il quartiere più elegante e culturale di Lisbona.

Qui si alternano librerie storiche, caffè letterari, boutique, teatri e palazzi ottocenteschi.

Rua Garrett è la strada simbolo del quartiere.

Passeggiando tra le sue vetrine, si incontra anche il celebre Café A Brasileira, legato alla figura di Fernando Pessoa.

Davanti al locale si trova la famosa statua del poeta seduto a un tavolino, ormai diventata uno dei punti fotografici più conosciuti della città.

3 giorni a lisbona: Fernando_Pessoa

Praça Luís de Camões rappresenta invece il cuore del quartiere.

Di giorno è un punto di passaggio continuo, mentre verso sera si riempie di persone che si incontrano nei locali della zona.

Una delle cose che più ci colpì del Chiado fu proprio il suo equilibrio tra eleganza e quotidianità.

Nonostante sia una delle zone più turistiche di Lisbona, riesce ancora a mantenere un’atmosfera autentica.

Se vuoi evitare alcune salite, la fermata Baixa-Chiado della metropolitana può rivelarsi una piccola salvezza.

Le lunghissime scale mobili collegano rapidamente la città bassa con il quartiere superiore e, dopo un’intera giornata a camminare, si fanno decisamente apprezzare.

Dal Chiado si entra quasi naturalmente nel Bairro Alto.

Di giorno il quartiere appare tranquillo, fatto di vicoli stretti, murales e piccoli locali.

Ma dopo il tramonto cambia completamente volto e diventa uno dei centri della vita notturna lisbonese.

Per raggiungere il Miradouro de São Pedro de Alcântara prendemmo l’Elevador da Glória, uno dei caratteristici ascensori storici della città.

Dalla terrazza panoramica la vista sul Castello di São Jorge e sui tetti rossi di Lisbona è semplicemente splendida.

Poco distante si trova anche la Igreja de São Roque.

La facciata è molto semplice e quasi anonima, ma l’interno sorprende completamente, con decorazioni barocche, marmi e dettagli dorati.

Tra i vicoli del Bairro Alto si respira una Lisbona diversa rispetto alla Baixa:

più rumorosa, più giovane, più spontanea.

È il quartiere ideale per fermarsi a bere qualcosa, ascoltare musica dal vivo o semplicemente osservare la città cambiare ritmo con il passare delle ore.

Scendendo verso il lungofiume, si raggiunge Cais do Sodré e la celebre Rua Nova do Carvalho, conosciuta anche come “Pink Street”.

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Un tempo zona degradata legata al porto, oggi è uno dei punti più vivaci della vita notturna cittadina.

Tra i locali della zona ci colpì particolarmente Pensão Amor, ex bordello trasformato in bar e spazio culturale,

luogo eccentrico e fuori dagli schemi che racconta bene l’anima creativa della Lisbona contemporanea.

3 giorni a Lisbona: terzo giorno Alfama e Belem

Il terzo giorno decidemmo di dedicarlo all’Alfama, il quartiere più antico della città.

Qui Lisbona cambia ancora una volta.

Le strade diventano più strette, le salite più faticose e l’atmosfera più autentica.

I panni stesi alle finestre, gli azulejos consumati dal tempo e le piccole tascas ricordano a tratti alcuni vicoli della Napoli più antica.

L’Alfama è anche il quartiere del “Fado”.

È qui che questa musica malinconica e intensa continua a vivere nei piccoli locali sparsi tra i vicoli.

Ascoltare un’esibizione dal vivo resta ancora oggi una delle esperienze più autentiche da fare a Lisbona.

La nostra passeggiata iniziò dalla Sé de Lisboa, la cattedrale più antica della città.

L’edificio mescola diversi stili architettonici, a causa delle numerose ricostruzioni seguite ai terremoti che colpirono Lisbona nei secoli.

cattedrale-di-lisbona

All’interno l’atmosfera è molto diversa rispetto alle chiese barocche viste in altri quartieri: più austera, quasi severa.

Continuando la salita verso il Castello di São Jorge ci fermammo più volte nei miradouros dell’Alfama.

Tra tutti, il Miradouro de Santa Luzia resta uno dei più belli.

Gli azulejos azzurri, le bouganville e la vista sui tetti rossi della città creano uno degli scorci più iconici di Lisbona.

Se riesci ad arrivarci verso il tramonto, l’atmosfera diventa davvero speciale.

Il Castello di São Jorge domina invece tutta la città dall’alto.

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Camminando sulle mura si aprono viste continue sul Tago, sui quartieri storici e sul Ponte 25 de Abril.

Per informazioni aggiornate su orari e visite puoi consultare il sito ufficiale del Castello di São Jorge.

Più che gli interni del castello, a colpire è la sensazione di trovarsi sopra Lisbona, osservandola dall’alto, con i tram che si muovono lentamente tra i vicoli sottostanti.

Se hai ancora energie, vale la pena proseguire fino al Miradouro da Graça.

Anche qui la vista ripaga completamente della salita.

Nel pomeriggio, ci spostammo verso Belém, quartiere legato all’epoca delle grandi esplorazioni portoghesi.

Fu proprio da qui che Vasco da Gama partì verso l’India nel 1497 e, ancora oggi, gran parte dell’identità del quartiere ruota attorno a quel periodo storico.

La prima tappa fu l’Antiga Confeitaria de Belém.

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Nonostante la lunga fila all’esterno, entrammo senza pensarci troppo e facemmo bene.

I pastéis de Belém, appena sfornati, mangiati ancora caldi, sono uno di quei sapori che restano impressi anche a distanza di anni.

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Poco distante si trova il Monastero dos Jerónimos, probabilmente il monumento che più ci colpì in tutta Belém.

Le decorazioni in stile manuelino, i chiostri luminosi e le volte scolpite nella pietra gli danno un aspetto quasi irreale.

All’interno della chiesa riposano anche Vasco da Gama e Luís de Camões, figure simbolo della storia portoghese.

Per verificare orari di apertura e modalità di visita puoi consultare il sito ufficiale del Monastero dos Jerónimos.

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Passeggiando lungo il fiume si raggiunge poi il Padrão dos Descobrimentos, il monumento dedicato alle grandi esplorazioni.

La sua forma ricorda una caravella pronta a salpare e la posizione sul Tago lo rende ancora più scenografico.

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Infine arrivammo alla Torre di Belém, probabilmente l’immagine più iconica della città.

Vederla emergere dalle acque del Tago al tramonto fu uno di quei momenti che, ancora oggi, associamo immediatamente a Lisbona.

Se vuoi organizzare la visita o verificare gli orari aggiornati, puoi consultare il sito ufficiale della Torre di Belém

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Informazioni utili per organizzare il viaggio

Se stai pianificando un viaggio a Lisbona, potrebbe esserti utile leggere anche la guida pratica dedicata a:

  • trasporti;
  • Lisboa Card;
  • aeroporto;
  • mezzi pubblici;
  • consigli utili per muoversi in città.

Per informazioni aggiornate puoi consultare anche:

Quello che ci è rimasto di Lisbona

Tre giorni non bastano per conoscere davvero Lisbona.

La città ha un ritmo particolare e il bello spesso si nasconde proprio nei momenti non programmati: una terrazza scoperta per caso, una salita improvvisa, un tram che passa lentamente tra le case, una pausa davanti a un bicchiere di Ginja.

Noi avevamo a disposizione qualche giorno in più e questo ci permise di vivere la città senza fretta.

In quei giorni dedicammo anche una visita a Sintra, una cittadina completamente diversa da Lisbona, tra palazzi romantici, castelli e atmosfere quasi fiabesche.

Ma anche con un itinerario di tre giorni riuscirai comunque a coglierne l’anima.

Lisbona è una città che resta addosso in modo silenzioso.

Non ti travolge immediatamente.

Piuttosto ti accompagna lentamente e, a distanza di tempo, continua a tornarti in mente.

Qualche anno dopo tornammo in Portogallo per visitare Porto, una città molto diversa da Lisbona, ma capace di lasciarci sensazioni altrettanto forti

Se questo racconto ti ha fatto venire voglia di partire, allora ne sono contento.

Continua il viaggio in Portogallo

Se stai organizzando un itinerario in Portogallo o vuoi approfondire alcuni aspetti della cultura portoghese, potrebbero interessarti anche:

  • Sintra: castelli e atmosfere fiabesche a pochi chilometri da Lisbona
  • Porto: cosa vedere nella città affacciata sul Douro
  • Azulejos portoghesi: storia, significato e curiosità

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Alla prossima avventura.

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