Indice dei Contenuti
- 1 Cosa vedere a Porto la città più autentica del Portogallo
- 2 Porto: il primo impatto con la città
- 3 Stazione di São Bento
- 4 Sé do Porto
- 5 Scendere verso la Ribeira
- 6 Ribeira
- 7 Le barche sul Douro e la crociera dei sei ponti
- 8 Ponte Dom Luís I
- 9 Vila Nova de Gaia e le cantine del Porto
- 10 Livraria Lello
- 11 Cosa mangiare a Porto
- 12 Porto è una città da vivere lentamente
- 13 Continua a scoprire il Portogallo
Cosa vedere a Porto la città più autentica del Portogallo
Se stai cercando cosa vedere a Porto, in questo articolo troverai non solo monumenti e attrazioni, ma anche curiosità, atmosfere e dettagli che ci hanno fatto innamorare della città più autentica del Portogallo.
Ben trovato caro viaggiatore.
Questo articolo nasce da un viaggio che abbiamo fatto a Porto alcuni anni fa.
Nel tempo, abbiamo rivisitato, aggiornato e arricchito l’articolo con nuove informazioni, curiosità e riflessioni maturate, rileggendo gli appunti e le fotografie di quel viaggio.
L’obiettivo, come sempre, non è soltanto raccontarti cosa vedere, ma condividere l’atmosfera, le sensazioni e quei piccoli dettagli che rendono una città davvero memorabile.
Ci sono città che ti colpiscono immediatamente e altre che, invece, ti conquistano lentamente, quasi senza che tu te ne renda conto.
Per me Porto appartiene decisamente alla seconda categoria.
Tempo fa avevamo già visitato Lisbona e ne eravamo rimasti piacevolmente colpiti, ma Porto è stata un’esperienza diversa: più malinconica, più autentica.

È una città fatta di salite improvvise, vicoli consumati dal tempo, case strette l’una contro l’altra e tram che sembrano usciti da un’altra epoca.
È una città dove gli azulejos spuntano ovunque, il vento dell’Atlantico arriva fino al centro storico e il fiume Douro accompagna costantemente il tuo cammino …e poi ci sono gli studenti.
Restammo affascinati quando li vedemmo!
Ricordo ancora le loro divise nere tradizionali, mentre attraversavano le strade del centro storico.
Sembravano usciti da un romanzo fantasy, quasi tanti giovani Harry Potter, sparsi per la città.

Sono chiamate traje académico e vengono indossate dagli studenti dell’Università di Porto, durante cerimonie, eventi e momenti particolari della vita accademica.
In altre città europee, avevamo già visto studenti in uniforme, ma qui avevano qualcosa di diverso, qualcosa che contribuiva a rendere Porto ancora più particolare.

Si tratta di una delle tradizioni universitarie più importanti del Portogallo la Queima das Fitas.
Ogni primavera migliaia di studenti celebrano la fine del percorso accademico con sfilate, concerti e grandi carri allegorici che attraversano la città.
È un evento molto sentito che contribuisce a rafforzare il forte legame tra Porto e la sua comunità studentesca.
Non sorprende che molti visitatori associno queste uniformi all’universo di Harry Potter: la stessa J.K. Rowling visse per alcuni anni a Porto e si ritiene che abbia trovato qui alcune delle ispirazioni che confluirono nei suoi celebri romanzi.
È uno di quei dettagli che magari non trovi nelle guide classiche, ma che aiutano a capire meglio l’anima della città.
Porto non è una città semplicemente da visitare, correndo da un monumento all’altro, ma una città da vivere lentamente.
Ti saranno sufficienti per visitarla due o tre giorni, anche se, secondo me, il meglio di sé lo percepisci quando smetti di inseguire la checklist delle attrazioni e cammini semplicemente senza fretta.
Porto cambia continuamente volto.
Appena svolti un angolo passi da una piazza elegante ad un vicolo popolare, da un edificio monumentale a una facciata decadente, da un miradouro panoramico ad una strada, dove il tempo sembra essersi fermato.
È proprio questo continuo contrasto a renderla così affascinante.
Porto: il primo impatto con la città
Durante il nostro soggiorno alloggiavamo nella Baixa, il cuore moderno di Porto.
Una posizione che si rivelò particolarmente comoda per esplorare la città a piedi e che ci permise di scoprire fin da subito il suo volto più quotidiano e autentico.
Arrivare a Porto è piuttosto semplice.
La città è servita dall’aeroporto Francisco Sá Carneiro, collegato al centro tramite metropolitana, autobus e taxi.
Dall’Italia sono disponibili numerosi voli diretti dalle principali città, rendendo Porto una destinazione facilmente raggiungibile anche per un weekend lungo.
Uno dei primi luoghi che incontrammo durante le nostre passeggiate fu Avenida dos Aliados, il grande viale elegante che rappresenta un po’ il cuore moderno della città.
Qui tutto cambia rispetto ai vicoli della Ribeira.
Gli edifici monumentali, le facciate in stile Art Nouveau, le piazze ampie, gli hotel storici, i caffè eleganti e il Municipio che domina la scena raccontano una Porto più ordinata, quasi austera.

Eppure basta allontanarsi di poche strade per ritrovare immediatamente l’anima più popolare della città.
È qui che emerge uno degli aspetti che più mi ha colpito di Porto: il continuo alternarsi tra eleganza e decadenza, tra atmosfere signorili e quartieri popolari, tra luoghi turistici e angoli ancora profondamente vissuti dai residenti.
Camminando lungo Avenida dos Aliados si percepisce chiaramente che Porto non possiede la monumentalità “teatrale” di certe capitali europee, ma un’eleganza più discreta, più autentica.
Perfino gli edifici più importanti sembrano conservare un’aria leggermente malinconica, quasi consumata dal tempo e dall’umidità dell’Atlantico.
E forse è proprio questo a renderla così diversa da Lisbona.
Lisbona tende a stupire immediatamente con la sua luce, i tram gialli e le grandi prospettive panoramiche; Porto, invece, preferisce lasciarsi scoprire poco alla volta.
Se stai organizzando un viaggio nella capitale portoghese, potrebbe esserti utile leggere anche la nostra guida pratica dedicata a Lisbona.
Stazione di São Bento
Dall’esterno potrebbe quasi passare inosservata, ma appena entri, ti si apre un mondo!
Improvvisamente ti ritrovi circondato da migliaia di azulejos bianchi e blu che raccontano scene della storia portoghese.
Noi restammo letteralmente fermi, nel mezzo dell’atrio, quasi paralizzati ad osservare le pareti.

Non capita spesso che una stazione ferroviaria riesca a trasmettere una sensazione simile.
Proprio quel contrasto tra esterno “quasi anonimo” e interno “spettacolare”, una caratteristica ricorrente a Porto.
Molte chiese e palazzi della città sembrano relativamente sobri dall’esterno, salvo poi sorprenderti completamente una volta entrato.
Gli azulejos di São Bento non sono semplici decorazioni, ma racconti dipinti.
Scene storiche, battaglie, vita quotidiana e trasporti del passato si intrecciano sulle pareti, creando quasi un enorme mosaico narrativo.
E anche se non sei particolarmente appassionato di arte o storia, difficilmente questo luogo ti lascerà indifferente.
Gli azulejos non sono semplici decorazioni. In Portogallo rappresentano una vera e propria forma d’arte nazionale.
Introdotti secoli fa sotto l’influenza araba, sono diventati nel tempo uno degli elementi più caratteristici dell’architettura portoghese.
A Porto li ritroverai ovunque: nelle stazioni, nelle chiese, sui palazzi e persino sulle abitazioni private.
Dopo aver visitato Porto, inizierai quasi inconsciamente a cercarli ovunque.
São Bento è una stazione viva.
Mentre osservi gli azulejos, intorno a te persone corrono verso il treno, senti vociare rumore di trolley sul pavimento e annunci ferroviari.
E questo connubio tra quotidianità e bellezza, rende tutto più affascinante.
Sé do Porto
Partendo da São Bento, continua a salire, lungo le strade del centro storico, e raggiungerai la Cattedrale di Porto.
La città sale e scende continuamente, ci sono scale ovunque, vicoli in pendenza, discese improvvise verso il fiume.
Ed è proprio questa fatica leggera che ti permette di vivere davvero Porto.
Vista da lontano, la Sé sembra quasi una fortezza medievale arroccata sulla città, massiccia, severa e quasi difensiva.

Questo aspetto la rende diversa da tante altre cattedrali europee.
Nel corso dei secoli è stata modificata più volte e, pertanto, al suo interno convivono elementi romanici, gotici e barocchi.
Ma il chiostro, silenzioso, elegante e decorato con gli immancabili azulejos, ti resta dentro.


Ma non finisce qui Porto!
Più ancora della cattedrale stessa, ciò che resta impresso è il panorama che si apre dal piazzale antistante.
Dal piazzale della Sé lo sguardo corre immediatamente verso il Douro.
Il Ponte Dom Luís sembra sospeso sopra il fiume, mentre i tetti rossi della Ribeira si accavallano uno sull’altro come in un gigantesco presepe affacciato sull’acqua.
Secondo me, è uno dei punti panoramici più belli della città e, probabilmente, uno dei migliori per ammirare Porto.
Se riesci a venirci nel tardo pomeriggio, quando il sole inizia a calare, vedrai Porto cambiare completamente: le facciate assumono tonalità aranciate, il fiume riflette la luce del tramonto, le barche in lontananza, i tetti e quant’altro.
Ed è in questi momenti che Porto mostra il suo lato più romantico.
Scendere verso la Ribeira
Semplicemente camminare per Porto è un’esperienza fantastica.
Dalla Sé percorri una delle discese più belle verso il fiume, dove le strade diventano più strette e i balconi pieni di vita.
Scendendo verso il Douro, troverai alcuni vicoli dove non tutto è perfetto o restaurato e, proprio per questo, più autentico: muri scrostati, facciate segnate dall’umidità, vecchie finestre e fili stesi da un balcone all’altro.
Porto non prova a nascondere le sue imperfezioni, ma le mostra.
Porto non cerca di impressionare il visitatore, ma si fa amare per quello che è.
Ribeira
La Ribeira è il quartiere più antico e più famoso della città.

Un intreccio di vicoli, archi, scalinate e case colorate che si affacciano direttamente sul Douro.
Oggi è molto più turistica, rispetto al passato.
I vecchi magazzini hanno lasciato spazio a ristoranti, locali, negozi di souvenir e terrazze sul fiume.
Nonostante questo, conserva ancora qualcosa di autentico.
E camminando in questa zona, ci siamo sentiti un po’ come a casa.
Ci sono angoli della Ribeira che ci hanno ricordato zone della nostra Napoli e non solo:
quartieri come la Pignasecca o i Quartieri Spagnoli perfino certi vicoli popolari di Napoli ma anche alcune atmosfere della Palermo più antica.
Vedere tanti anziani con la classica “coppola” in testa, e interi negozi che vendevano questi cappelli, mi ha riportato alla mia Palermo, dove ancora oggi molti anziani tradizionalisti la indossano, passeggiando per strada.
Forse è questo miscuglio di bellezza, umanità, disordine e vita quotidiana, che mi ha fatto affezionare così tanto a Porto: panni stesi ai balconi, anziani seduti fuori casa, strade strette e facciate rovinate dal tempo.
Passeggiando lungo il fiume, noterai anche le tradizionali barche chiamate “barcos rabelos”, usate un tempo per trasportare le botti di vino Porto, lungo il Douro.

Oggi fanno parte del paesaggio cittadino, ma ti lasciano comprendere l’importanza commerciale che questo fiume ha avuto nei secoli.
La Ribeira cambia volto nell’arco della giornata.
Al mattino appare più silenziosa, nel pomeriggio diventa più vivace e verso sera assume un’atmosfera quasi cinematografica.
Le barche sul Douro e la crociera dei sei ponti
Dal lungofiume partono anche le famose crociere dei sei ponti.
Solitamente durano meno di un’ora, ma permettono di osservare Porto da una prospettiva completamente diversa.
Dal fiume ammirerai il Ponte Dom Luís con la sua imponenza e la Ribeira che sembra quasi un presepe colorato ma anche le due sponde del Douro con tutta la loro bellezza.
Mentre la barca scivola lentamente sull’acqua, riesci anche a percepire meglio il rapporto fortissimo che Porto ha con il suo fiume.
Il Douro non è semplicemente un elemento del paesaggio, ma parte integrante della città.
E probabilmente senza il Douro Porto non sarebbe diventata la città che conosciamo oggi.
Ponte Dom Luís I
Il simbolo assoluto di Porto, lo vedi praticamente ovunque: dai belvedere, dalla Ribeira, dalle cantine di Gaia e dalle terrazze panoramiche.

E ogni volta riesce comunque a stupirti!
Attraversarlo a piedi è una delle esperienze che ricordo meglio del viaggio.
Da sopra il ponte, Porto si apre davanti agli occhi, da lì potrai ammirare il Douro, le barche tradizionali, le facciate colorate, le cantine di Vila Nova de Gaia e i tetti della città.
E quando il sole inizia a tramontare tutto diventa ancora più suggestivo.
Molti attraversano il ponte rapidamente, mentre andrebbe percorso lentamente, fermandosi ad osservare Porto dall’alto.
Perché da lì, la città sembra quasi raccontarsi da sola.
Molti pensano che il ponte sia stato progettato da Gustave Eiffel, l’ingegnere della celebre Torre Eiffel.
In realtà fu progettato da Théophile Seyrig, uno dei principali collaboratori di Eiffel, e l’influenza dell’ingegneria francese dell’epoca è ancora oggi evidente nella sua imponente struttura metallica.
Vila Nova de Gaia e le cantine del Porto
Attraversato il ponte, si arriva a Vila Nova de Gaia, la città gemella famosa per le storiche cantine del vino Porto.
Qui il ritmo cambia completamente.
Il lungofiume è più ampio, più rilassato e pieno di terrazze affacciate sull’acqua.
Molte cantine storiche organizzano visite guidate con degustazione finale e, anche se non sei un grande esperto di vino, secondo me, vale comunque la pena farne visita almeno ad una.
Più che una semplice degustazione, spesso ti aiuterà a comprendere quanto il vino Porto sia legato alla storia stessa della città.
Noi non esitammo dal lasciarci trascinare dall’atmosfera del posto.
Del resto, essere a Porto e non degustarne il vino, era quasi assurdo.
E tra una passeggiata e un calice di vino, il tempo sembrava scorrere molto più lentamente.
Al rientro dal locale, apprezzammo ancora di più la bella vista sulla Ribeira.
Una curiosità che scoprimmo durante la visita riguarda proprio le cantine.
Sebbene il vino Porto venga prodotto principalmente nella Valle del Douro, per secoli le botti venivano trasportate fino a Vila Nova de Gaia.
Questo perché così il vino si trovava in un clima più fresco e umido, influenzato dalla vicinanza dell’Atlantico con condizioni ideali per l’invecchiamento e la conservazione.
Livraria Lello
Probabilmente la libreria più famosa del Portogallo.

Appena entri, si comprende subito perché viene associata all’immaginario di Harry Potter.

Del resto, J. K. Rowling visse a Porto per alcuni anni e, ancora oggi, la Livraria Lello viene indicata come una delle possibili fonti di ispirazione dell’immaginario della saga, anche se l’autrice non lo ha mai confermato ufficialmente.
Troverai una grande scalinata in legno, vetrate colorate, scaffali altissimi e un’atmosfera quasi teatrale.
Tutto sembra uscito da un romanzo fantasy!
Ma ad essere sincero, è anche uno dei pochi luoghi di Porto dove ho percepito maggiormente il peso del turismo di massa.
La libreria è bellissima, ma la quantità di persone spesso rende difficile godersela davvero con calma.
Questo è l’unico aspetto svantaggioso di un luogo così bello: tanto interesse delle persone verso lo “scatto perfetto”, in quel contesto, che verso gli stessi libri e la struttura nel suo complesso.
In ogni caso, è una visita da farsi, soprattutto se ami i libri, le vecchie librerie storiche e le atmosfere d’altri tempi.
Le chiese di Porto e gli azulejos
Una delle cose che più mi ha colpito di Porto è il continuo alternarsi tra semplicità esterna e ricchezza interna.
L’ho riscontrato con la Igreja de São Francisco, con la Igreja do Carmo e Torre dos Clérigos.


Fuori spesso sembrano strutture severe, quasi austere, poi entri e trovi legno dorato, decorazioni barocche, pareti rivestite di azulejos e dettagli incredibili.
La Igreja de São Francisco mi lasciò davvero senza parole per la quantità di decorazioni dorate presenti al suo interno, mentre la facciata laterale della Igreja do Carmo unitamente alla Igreja dos Carmelitas, praticamente gemella, dedicata all’ordine dei Carmelitani altrettanto sfarzosa meritano anch’esse una visita approfondita e restano, probabilmente, uno degli esempi più fotografati di azulejos in tutta Porto.

Continuando a passeggiare per il centro di Porto, ci capitò di imbatterci anche nella Cappella delle Anime (Capela das Almas), uno degli edifici più fotografati della città. Situata lungo la vivace Rua Santa Catarina, colpisce immediatamente per le sue pareti completamente rivestite da migliaia di azulejos blu e bianchi.
Anche se Porto è ricca di chiese e monumenti, questa riuscì ad attirare subito la nostra attenzione. Le decorazioni raccontano scene della vita dei santi e trasformano l’intera facciata in una sorta di grande racconto illustrato a cielo aperto.
È uno di quei luoghi che confermano quanto gli azulejos non siano semplici elementi decorativi, ma una componente fondamentale dell’identità culturale portoghese.

Anche salire sulla Torre dos Clérigos merita, secondo me, la fatica dei gradini.

Da lassù, Porto appare quasi infinita con i suoi tetti rossi, chiese, vicoli e il Douro che attraversa lentamente la città.
Poco distante dalla Cappella delle Anime si trova anche il celebre Majestic Café, uno dei locali storici più famosi di Porto.
Entrarci significa fare un piccolo salto indietro nel tempo: specchi, lampadari, legni lucidi e camerieri in uniforme contribuiscono a creare un’atmosfera che richiama la Belle Époque.
Non è certo il luogo più economico della città e i prezzi sono inevitabilmente influenzati dalla sua fama, ma ogni tanto vale la pena concedersi un piccolo strappo alla regola per respirare quell’aria d’altri tempi.

Anche qui aleggia una curiosità legata a J. K. Rowling.
Si racconta infatti che la scrittrice frequentasse il locale durante il periodo in cui viveva a Porto e che proprio tra questi tavoli abbia iniziato a sviluppare alcune idee poi confluite nell’universo di Harry Potter.
Che sia vero oppure no, sedersi per qualche minuto ad osservare il via vai delle persone rende facile capire perché questo luogo continui ad alimentare la fantasia di tanti visitatori.
Cosa mangiare a Porto
Porto è anche una città da gustare!
E no, non parlo solo del vino Porto!
Fra i piatti più famosi c’è sicuramente la Francesinha, una sorta di sandwich “estremo”, ripieno di carne, ricoperto di formaggio fuso e immerso in una salsa ricca e decisamente poco leggera.

Diciamo che è uno di quei piatti che è meglio affrontare, senza pensare troppo al colesterolo.
Molto più semplice, ma perfetta per un pranzo veloce, è invece la Bifana, il classico panino con carne di maiale, che si trova un po’ ovunque in Portogallo.
E naturalmente non possono mancare i Pasteis de nata, caldi, cremosi e leggermente spolverati di cannella, che rischiano seriamente di creare dipendenza, già dopo il primo assaggio.

Porto è una città da vivere lentamente
Porto non è una città perfetta, a tratti è decadente, a volte rumorosa e, in certi posti, persino un po’ disordinata.
Ma proprio per questo riesce ad essere “autentica”.
Porto ti conquista piano; con il rumore del tram, con il vento che sale dal Douro, con gli azulejos consumati dal tempo, con i tramonti sulla Ribeira, con i vicoli in salita e con quell’aria nostalgica che sembra accompagnarti ovunque.
E forse è proprio per questo che, a distanza di anni, continuo ancora oggi a ricordarla con affetto.
Continua a scoprire il Portogallo
Se hai qualche giorno in più a disposizione, ti consiglio di non limitarti a Porto e Lisbona.
Tra i luoghi che più ci hanno colpito durante il nostro viaggio in Portogallo c’è anche Sintra, con i suoi palazzi romantici e l’atmosfera quasi fiabesca.
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