9 giorni in Alsazia la patria delle cicogne
L’Alsazia era una di quelle regioni che da tempo volevamo conoscere con calma. Avevamo già visitato Strasburgo in un viaggio precedente, ma ci mancava tutto il resto: Colmar, i piccoli borghi lungo la Strada dei Vini, le case a graticcio, i vigneti e quei paesaggi che sembrano oscillare continuamente tra Francia e Germania.
Abbiamo trascorso nove giorni in Alsazia, viaggiando in automobile, come spesso preferiamo fare quando vogliamo sentirci liberi di cambiare programma, fermarci lungo la strada e scoprire anche località meno conosciute.
Come base abbiamo scelto Mulhouse, soprattutto per una questione di convenienza e per la posizione che ci sembrava favorevole agli spostamenti. Con il senno di poi, però, per un viaggio concentrato sui borghi e sulla Strada dei Vini, probabilmente sarebbe stato meglio alloggiare a Colmar o nei suoi dintorni.
La nostra scoperta dell’Alsazia è cominciata proprio da Mulhouse, con una prima passeggiata nel centro storico, ma ad attenderci c’erano soprattutto i piccoli borghi immersi nei vigneti e quelle caratteristiche case a graticcio che avevamo ammirato tante volte nelle fotografie.
E poi c’erano le cicogne!
Le avevamo sempre associate all’Alsazia e, conoscendo la nostra passione per la natura, era impossibile pensare di trascorrere nove giorni da queste parti senza andare a cercarle. La sorpresa è stata scoprire che spesso non c’è neppure bisogno di farlo: basta alzare lo sguardo verso i tetti dei paesi.
In questo racconto non troverai un itinerario scandito giorno per giorno, ma i luoghi che abbiamo visitato, le esperienze che ci sono rimaste nel cuore e qualche consiglio nato anche dalle scelte che oggi faremmo diversamente. Sarai tu a costruire il tuo viaggio, secondo i tuoi tempi e i tuoi interessi.
Il nostro viaggio in Alsazia in breve
| Durata | 9 giorni |
| Periodo | Estate 2022 |
| Mezzo di trasporto | Automobile dall’Italia, attraversando la Svizzera |
| Base del viaggio | Mulhouse |
| Località visitate | Colmar, Mulhouse, Riquewihr, Ribeauvillé, Eguisheim, Kaysersberg, Sélestat e Hunawihr |
| Natura | Vosgi e Lac de Kruth-Wildenstein |
| Il nostro consiglio | Per un viaggio simile, scegliere Colmar o i suoi dintorni come base |
Un territorio tra Francia e Germania
Viaggiando attraverso l’Alsazia è difficile non accorgersi della sua doppia anima. Siamo in Francia, naturalmente, ma i nomi dei paesi, le case a graticcio, alcune tradizioni e persino molti piatti raccontano immediatamente la vicinanza culturale con il mondo germanico.
Non è un caso!
Per la sua posizione di confine, nel corso dei secoli, l’Alsazia è stata contesa più volte tra Francia e Germania, passando dall’una all’altra anche in alcuni dei momenti più drammatici della storia europea. Soltanto dopo la Seconda guerra mondiale tornò definitivamente alla Francia.
Questa storia complessa ha lasciato un’identità particolare che, ancora oggi, rappresenta uno degli aspetti più affascinanti di un viaggio nella regione. Non occorre conoscere tutte le vicende che l’hanno attraversata per accorgersene: basta passeggiare per uno dei suoi borghi, leggere i nomi sulle insegne o sedersi a tavola.
Come arrivare in Alsazia
L’Alsazia si trova nella parte orientale della Francia, al confine con Germania e Svizzera e può essere raggiunta facilmente in auto, in treno o in aereo.
Arrivare in Alsazia in auto
Noi abbiamo scelto l’automobile, come spesso accade nei nostri viaggi, perché volevamo avere la massima libertà, una volta arrivati a destinazione.
Nel nostro caso, abbiamo raggiunto l’Alsazia attraversando la Svizzera.
Se scegli questa soluzione, prima di partire, ti consigliamo di verificare sempre le condizioni previste per percorrere le autostrade dei Paesi attraversati e gli eventuali pedaggi o vignette necessari.
Non riportiamo volutamente prezzi e tariffe, perché possono cambiare nel tempo: meglio controllare le informazioni aggiornate sui siti ufficiali, prima della partenza.
Molti dei piccoli borghi che abbiamo visitato sono disseminati lungo la Strada dei Vini e avere un mezzo proprio ci ha permesso di spostarci liberamente, fermarci lungo il percorso e modificare i programmi quando ne avevamo voglia.
Arrivare in Alsazia in aereo
Per chi arriva da più lontano, l’aereo può naturalmente essere una buona alternativa.
Tra gli aeroporti utilizzabili per raggiungere la regione ci sono quello di Strasburgo e l’EuroAirport Basel-Mulhouse-Freiburg, situato vicino al confine tra Francia, Svizzera e Germania.
Una volta arrivati, si può proseguire con i trasporti pubblici o noleggiare un’automobile, soluzione che prenderei particolarmente in considerazione se l’obiettivo fosse quello di esplorare non soltanto le città principali, ma anche i piccoli borghi e la Strada dei Vini.
Arrivare in Alsazia in treno
Anche il treno rappresenta una valida possibilità, soprattutto se il viaggio è concentrato sulle città principali.
Strasburgo, Colmar e Mulhouse sono ben collegate dalla rete ferroviaria e i collegamenti regionali permettono di spostarsi facilmente tra questi centri.
Se, invece, vuoi raggiungere molti dei piccoli borghi che abbiamo raccontato in questo articolo, sarà necessario organizzare anche gli spostamenti locali o valutare il noleggio di un’auto.
Per orari, collegamenti e biglietti conviene sempre consultare i siti ufficiali, prima della partenza, in modo da avere informazioni aggiornate.
Cosa vedere in Alsazia
Noi abbiamo visitato l’Alsazia durante l’estate e probabilmente è proprio questa stagione ad aver contribuito all’immagine che ne conserviamo: paesi pieni di fiori, vigneti verdissimi e cicogne sui tetti delle case.
Ma una delle caratteristiche di questa regione è la possibilità di mostrarci volti molto diversi, a seconda del periodo dell’anno. L’Alsazia è famosa anche per i suoi mercatini di Natale, quando città e borghi cambiano completamente atmosfera e le facciate delle case vengono decorate e illuminate a festa.
Durante il nostro viaggio, però, ciò che ci ha conquistato maggiormente sono stati i piccoli centri: case a graticcio dai colori pastello, strade acciottolate, balconi ricoperti di fiori e paesi circondati dai vigneti.
In alcuni casi, ci sembrava proprio di vivere dentro un libro di fiabe!
Alla fine degli anni Ottanta, alcuni artisti degli Studi Disney visitarono diversi borghi alsaziani, tra cui Riquewihr, Ribeauvillé e Colmar, trovando proprio nelle strade acciottolate e nelle caratteristiche case a graticcio parte dell’ispirazione per creare il villaggio di Belle e Gaston in La “Bella e la Bestia”.
Anche Hayao Miyazaki e lo Studio Ghibli guardarono all’Alsazia. L’architettura tradizionale di Colmar e l’atmosfera dei villaggi alsaziani, tra cui Riquewihr, furono fonte d’ispirazione per le ambientazioni in “Il castello errante di Howl”.
Passeggiando per questi luoghi e osservando alcune delle loro case, non è poi così difficile comprendere perché abbiano acceso la fantasia di chi avrebbe dovuto trasformarli in mondi animati.
Colmar è certamente uno dei nomi più conosciuti, ma limitarsi alla città significherebbe perdere una parte importante del fascino dell’Alsazia. Riquewihr, Ribeauvillé, Eguisheim, Kaysersberg e gli altri borghi incontrati, durante il viaggio, sono stati, ciascuno in modo diverso, una parte fondamentale della nostra esperienza.
E poi c’è Mulhouse che avevamo scelto soprattutto come base e che si è rivelata più interessante di quanto ci aspettassimo.
Più che stabilire una classifica, preferiamo raccontarti cosa abbiamo trovato nei diversi luoghi che abbiamo visitato. Sarai poi tu a decidere quali inserire nel tuo viaggio e quanto tempo dedicare a ciascuno.
Colmar, una delle tappe che aspettavamo di più
Colmar era probabilmente la località che aspettavamo maggiormente di conoscere e, una volta arrivati, abbiamo capito perché sia diventata una delle immagini più conosciute dell’Alsazia.

Il suo centro storico, con le case a graticcio, le facciate colorate e gli edifici legati alle antiche corporazioni, è uno di quei luoghi in cui vale la pena dimenticare, per qualche ora, programmi e percorsi prestabiliti e limitarsi a camminare.
Naturalmente non poteva mancare la Petite Venise, la zona più conosciuta e fotografata della città, dove le case colorate si affacciano sui canali, creando quell’immagine di Colmar che probabilmente tutti abbiamo visto, almeno una volta, prima di arrivare in Alsazia.
Per noi Colmar rappresentava uno dei motivi principali di questo viaggio e non ci ha deluso.
Con il senno di poi, anzi, oggi prenderemmo seriamente in considerazione proprio Colmar o i suoi dintorni come base per esplorare questa parte della regione.
Se vuoi scoprire più nel dettaglio cosa abbiamo visto e cosa ti consigliamo di non perdere, trovi tutto nel nostro articolo dedicato a Colmar.
Mulhouse, una scoperta inattesa
Mulhouse era stata scelta come base per esplorare l’Alsazia e, lo ammettiamo, prima di partire non era certamente la località sulla quale avevamo particolari aspettative.
E invece, nel suo piccolo, si è rivelata una piacevole sorpresa.
Il suo passato è profondamente legato allo sviluppo industriale, in particolare al settore tessile, ma Mulhouse conserva anche un centro storico, piacevole da scoprire che ha in Place de la Réunion uno dei suoi punti più caratteristici.
Infatti, in questa piazza, si affacciano gli edifici più importanti, tra cui il bel palazzo rosa del Municipio, la Maison Mig con le sue decorazioni trompe l’oeil ed altri.

La vera particolarità della città, però, è la straordinaria concentrazione di musei.
Tra i più importanti ci sono il Museo Nazionale dell’Automobile con la celebre Collezione Schlumpf, la Cité du Train dedicata alla storia della ferrovia, il Museo Electropolis che racconta l’avventura dell’elettricità e il Museo dell’Impressione su Stoffa, testimonianza del passato tessile della città.
Sono musei molto diversi tra loro, ma interessanti.
Riquewihr, il nostro paese delle favole
Se dovessimo associare l’Alsazia all’immagine di un piccolo borgo da fiaba, probabilmente sceglieremmo Riquewihr.

Noi lo abbiamo definito il nostro “Paese delle favole” e, ancora oggi, è uno dei luoghi che ricordiamo con maggiore piacere. Case a graticcio dai colori pastello, balconi fioriti, strade acciottolate e vigneti tutt’intorno creano un insieme nel quale il piacere maggiore è semplicemente quello di passeggiare.
Più dei singoli monumenti, infatti, ciò che ci è rimasto impresso è proprio l’atmosfera del borgo. Per Riquewihr non è necessario seguire un percorso prestabilito, ma è sufficiente e gratificante curiosare tra stradine, case e botteghe.
Se vuoi scoprire più nel dettaglio cosa abbiamo visto, Patrizia ha raccontato la nostra esperienza nell’articolo dedicato al borgo di Riquewihr.
Ribeauvillé, la città dei menestrelli
Ribeauvillé è un altro dei borghi che abbiamo incontrato lungo la Strada dei Vini e, pur condividendo con altri centri alsaziani le immancabili case a graticcio e le facciate colorate, conserva una propria identità.
Il suo centro storico si sviluppa lungo strade e piazze sulle quali si affacciano edifici che raccontano ancora il suo passato medievale. Passeggiare è il modo migliore per conoscerlo!
Ribeauvillé è conosciuta anche come la città dei menestrelli. La tradizione risale al Medioevo, quando musicisti e trovatori si riunivano sotto la protezione dei signori di Ribeaupierre e viene ricordata ancora oggi con il Pfifferdaj, la Festa dei Menestrelli, una delle manifestazioni storiche più antiche dell’Alsazia che si tiene a settembre, con spettacoli di strada e un grande corteo di carri con figuranti.
Inoltre, questo borgo è rinomato anche per i percorsi che conducono alle rovine dei tre castelli che dominano la vallata.

E naturalmente non poteva mancare il vino.
Ribeauvillé si trova nel cuore della Strada dei Vini d’Alsazia ed è circondata da vigneti nei quali vengono prodotti alcuni dei vini più conosciuti della regione.
Anche Ribeauvillé, quindi, è uno di quei luoghi che consiglierei in un viaggio in Alsazia, anche perchè può essere facilmente abbinato ad altri borghi della zona o diventare semplicemente una delle soste lungo la Strada dei Vini.
Eguisheim, tra strade concentriche e nidi di cicogna
Eguisheim è un altro di quei piccoli borghi alsaziani che non richiedono necessariamente un’intera giornata per essere scoperti, ma che merita sicuramente una sosta durante un viaggio nella regione.
Una delle sue caratteristiche più particolari è la forma del centro storico. Le strade seguono infatti un andamento concentrico intorno al cuore più antico del borgo e invitano quasi naturalmente a percorrerle una dopo l’altra, tra case a graticcio, facciate colorate e piccoli scorci.
Ma se c’è un’immagine che ricordiamo particolarmente di Eguisheim sono i nidi delle cicogne.
Ne vedevamo numerosi sui tetti e soprattutto sui comignoli delle case e bastava alzare lo sguardo per ritrovare uno dei simboli che avevamo sempre associato all’Alsazia.

Vederle inserite così naturalmente nel paesaggio del paese, e non all’interno di un parco o di un’area dedicata, è uno dei ricordi che ci ha emozionato della visita.
Inoltre, per puro caso, ci capitò di assistere a una scena davvero curiosa.
Nel cortile di un’abitazione privata, una signora stava preparando del cibo per una cicogna che, a giudicare dalla familiarità con cui si comportava, doveva essere un’ospite abituale.
L’animale sembrava sentirsi perfettamente a casa: mangiava tranquillamente, mostrando di gradire il pasto, e non appariva minimamente intimorito dalla nostra presenza, nonostante fossimo a poca distanza.
Eguisheim è un borgo piccolo che si visita in poco tempo, ma farvi un giro sarà piacevole.
Kaysersberg, tra il ponte e il castello
Anche Kaysersberg è una delle località che abbiamo visitato lungo la Strada dei Vini e, come molti dei borghi di questa zona, può essere scoperta tranquillamente dedicandole qualche ora.
A distinguerla, nel nostro ricordo, è soprattutto l’insieme formato dal centro storico, dal caratteristico ponte fortificato del XVI secolo che attraversa il fiume Weiss e dalle rovine del castello imperiale che dominano il paese dall’alto.
Passeggiando nel centro, si ritrova, ancora una volta, quell’architettura tipicamente alsaziana che ormai avevamo imparato a riconoscere, ma qui è proprio il rapporto tra il borgo e il paesaggio circostante a renderlo particolarmente piacevole.
Fantastica è la natura rigogliosa nei dintorni che, con lo scrosciare dell’acqua del fiume, crea un’atmosfera rilassante.
Kaysersberg era un luogo di passaggio importante lungo l’antica via che collegava l’Alsazia alla Lorena e il castello che, ancora oggi, domina sul paese, ricorda l’importanza strategica che questa posizione ebbe in passato.
Selestat ed i fiori
Durante il nostro viaggio in Alsazia abbiamo avuto anche l’occasione di assistere a una delle manifestazioni più caratteristiche dell’estate alsaziana: il Corso Fleuri di Sélestat, il celebre Festival dei Fiori che si svolge ogni anno nel mese di agosto.
Conoscevamo già questa manifestazione e avevamo deciso di approfittare della nostra permanenza in Alsazia per assistervi.
Il momento più spettacolare è sicuramente la sfilata dei carri allegorici, interamente decorati con migliaia di dalie multicolori. Ogni carro rappresenta un tema diverso e l’insieme crea uno straordinario spettacolo di forme e colori.

A rendere l’atmosfera ancora più festosa contribuiscono le bande musicali, gli spettacoli di strada e le sfilate che accompagnano la manifestazione. Noi abbiamo assistito anche al passaggio di alcune bellissime automobili d’epoca.
Ricordiamo soprattutto l’allegria che si respirava per le strade, la musica e la possibilità di avvicinarci ai carri per osservare le decorazioni e naturalmente fotografarle.
È stato un vero tripudio di colori e uno dei ricordi più vivaci del nostro viaggio in Alsazia!
Se stai organizzando una visita nella regione durante il mese di agosto, ti consigliamo di verificare le date e il programma del Corso Fleuri di Sélestat: potrebbe essere un’ottima occasione per conoscere anche questo aspetto delle tradizioni alsaziane.
Hunawihr, cicogne e vigneti
Hunawihr è un piccolo villaggio immerso nei vigneti della Strada dei Vini e rappresenta un’altra delle soste che abbiamo fatto, durante il nostro viaggio in Alsazia.
Anche qui le cicogne sono protagoniste, ma in maniera diversa rispetto a quanto avevamo visto passeggiando per Eguisheim. Nei dintorni del paese si trova infatti un centro dedicato alla conservazione della fauna locale e alla reintroduzione delle cicogne, nato proprio per contribuire alla tutela di uno degli animali simbolo dell’Alsazia.
Noi abbiamo avuto la fortuna di incontrare molte cicogne anche al di fuori del centro e, durante il periodo estivo, era sufficiente guardarsi intorno per riuscire a osservarle in libertà. Per chi ama gli animali e, soprattutto, per chi viaggia con bambini questa zona può rappresentare una sosta particolarmente interessante.
Ma Hunawihr non è soltanto cicogne!
Il paese è circondato da vigneti e una delle immagini più caratteristiche è quella della chiesa fortificata che sorge poco fuori dal centro abitato, leggermente rialzata rispetto al paesaggio circostante.
È un luogo molto piccolo, ma vale la pena fermarsi per l’atmosfera e per il paesaggio che lo circonda.
La Strada dei Vini d’Alsazia
Molti dei borghi che abbiamo raccontato finora hanno qualcosa in comune: si trovano lungo la Strada dei Vini d’Alsazia, uno dei percorsi più conosciuti della regione.
La strada attraversa per circa 170 chilometri un paesaggio di vigneti, colline, piccoli paesi e castelli, collegando numerose località nelle quali la produzione del vino fa parte della storia e dell’identità del territorio.
Per noi, però, la Strada dei Vini non è stata soltanto un percorso enologico, ma il filo che ha unito buona parte del nostro viaggio.

Percorrerla in automobile ci ha permesso di evitare quando possibile le strade più veloci, attraversare la campagna fermandoci liberamente nei borghi che avevamo deciso di visitare. Riquewihr, Ribeauvillé, Eguisheim, Kaysersberg, Selestat e Hunawihr sono alcune delle località diventate mete dello stesso paesaggio.
Ed è probabilmente questo il modo in cui consigliamo di vivere la Strada dei Vini.
Molti dei borghi sono davvero piccolissimi, ma comunque pittoreschi.
Durante il nostro viaggio, riuscivamo spesso a visitarne uno al mattino e un altro nel pomeriggio, dedicando mediamente poche ore a ciascuno. Questo ci permetteva di passeggiare senza fretta e, allo stesso tempo, di vedere borghi diversi nella stessa giornata.
Naturalmente chi ama il vino può approfittarne anche per conoscere le cantine e i vini alsaziani, tra cui Riesling, Gewürztraminer e Pinot Gris. Ma anche senza essere particolarmente interessati all’aspetto enologico, vale la pena percorrere questa strada semplicemente per il paesaggio e per la libertà di scegliere, di volta in volta, dove fermarsi.
Anche noi siamo tornati a casa con qualche bottiglia di Gewürztraminer, che abbiamo poi gustato e in parte regalato come souvenir del nostro viaggio.
I Vosgi, l’altra anima dell’Alsazia
Dopo tanti borghi, case a graticcio e vigneti, durante i nostri nove giorni in Alsazia, volevamo ritagliarci anche un po’ di spazio per la natura.
Ed è qui che entrano in scena i Vosgi!
Il paesaggio cambia progressivamente: ai vigneti si sostituiscono boschi, pascoli, vallate e laghi. Per noi, che quando viaggiamo cerchiamo quasi sempre di alternare città e borghi a qualche esperienza nella natura, rappresentavano un aspetto dell’Alsazia che non volevamo trascurare.
Tra i luoghi che ricordiamo con maggiore piacere c’è il Lac de Kruth-Wildenstein, circondato dalle montagne e dai boschi dei Vosgi.
Era una giornata estiva e sulle rive del lago c’era chi prendeva il sole, chi si dedicava alle attività sull’acqua e chi semplicemente approfittava della giornata per fare un bagno. Alla fine non abbiamo resistito ed anche noi ci siamo concessi una nuotata nelle sue acque.
È uno di quei momenti che raccontano bene il motivo per cui amiamo muoverci in automobile: poter inserire nel viaggio una o più soste nella natura, senza necessariamente averla programmata e vivendo l’esperienza con intensità.
La zona dei Vosgi offre naturalmente molto altro, soprattutto per chi ama camminare tra boschi e montagne. Tra i paesaggi più conosciuti ci sono anche la Vallée de Munster e la Route des Crêtes, la strada panoramica che attraversa i rilievi, offrendo numerose possibilità di sosta.
Per noi i Vosgi hanno rappresentato un piacevole cambio di scenario lasciando alle spalle borghi e vigneti, godendo di un’Alsazia diversa.
Cosa mangiare in Alsazia
Anche a tavola si ritrova quella doppia anima francese e germanica che accompagna praticamente tutto il viaggio in Alsazia.
Tra le specialità che abbiamo incontrato più spesso c’è la tarte flambée, o flammekueche: una base di pasta molto sottile, tradizionalmente ricoperta con crème fraîche, cipolla e pancetta e poi cotta ad alta temperatura.

A prima vista, potrebbe ricordare vagamente una pizza bianca, ma il risultato è decisamente diverso. Noi l’abbiamo gustata con grande piacere, tanto da considerarla uno dei piatti che consiglieremmo di provare, durante un viaggio in Alsazia.
Un altro grande classico è la choucroute, preparata con crauti accompagnati da diversi tipi di carne e salumi. Durante il nostro viaggio abbiamo avuto occasione di assaggiarla, scoprendo così un’altra delle specialità della tradizione gastronomica alsaziana.
Tra gli altri piatti tradizionali alsaziani si incontrano il baeckeoffe, uno stufato preparato con diversi tipi di carne, patate e verdure e il Coq au Riesling, variante locale del più conosciuto coq au vin nel quale viene utilizzato uno dei vini simbolo della regione.
Naturalmente la cucina alsaziana è molto più ampia di queste poche specialità.
Dove dormire in Alsazia: la nostra esperienza
Per i nostri nove giorni in Alsazia avevamo scelto di alloggiare a Mulhouse, dove avevamo trovato un appartamento che rispondeva alle nostre esigenze e che ci sembrava in una posizione abbastanza comoda per gli spostamenti che avevamo programmato.
La scelta ci ha permesso di conoscere una città che probabilmente, scegliendo un’altra base, avremmo finito per trascurare.
Con il senno di poi, però, oggi probabilmente faremmo una scelta diversa!
Gran parte dei luoghi che ci interessavano maggiormente si concentrava, infatti, intorno a Colmar e alla Strada dei Vini. Riquewihr, Ribeauvillé, Eguisheim, Kaysersberg e Hunawihr gravitano tutti in questa zona e avere una base più centrale avrebbe reso ancora più semplici gli spostamenti quotidiani.
Per un viaggio simile al nostro, consiglieremmo di prendere in considerazione Colmar o uno dei paesi nei suoi dintorni.
Quando scegliamo un alloggio cerchiamo sempre di valutare non soltanto il prezzo, ma anche posizione, possibilità di parcheggio, servizi e libertà negli spostamenti. Se ti interessa capire più nel dettaglio come facciamo questa scelta, ne abbiamo parlato nell’articolo dedicato a come scegliere un appartamento o un hotel quando si viaggia.
Quanti giorni servono per visitare l’Alsazia?
È difficile stabilire quanti giorni siano necessari per visitare l’Alsazia, perché molto dipende da ciò che si vuole vedere e, soprattutto, dal ritmo che si desidera dare al viaggio.
Noi abbiamo avuto a disposizione nove giorni e questo ci ha permesso di alternare città come Colmar e Mulhouse ai piccoli borghi della Strada dei Vini, concedendoci anche qualche deviazione nella natura e una giornata tra i paesaggi dei Vosgi.
Per molti dei borghi non è necessario prevedere un’intera giornata. Durante il nostro viaggio riuscivamo spesso a visitarne uno al mattino e un altro nel pomeriggio, senza dover correre. Sono centri piccoli e, nella maggior parte dei casi, poche ore permettono di passeggiare con calma e scoprirne gli angoli più caratteristici.
Questo significa che anche disponendo di meno tempo è possibile costruire un bel viaggio in Alsazia.
Ed è proprio per questo che non abbiamo voluto trasformare i nostri nove giorni in un programma da seguire tappa per tappa.
I luoghi che abbiamo raccontato sono quelli che abbiamo scelto di visitare, ma l’ordine nel quale visitarli può cambiare completamente in base alla stagione, al meteo, ai propri interessi o semplicemente alla voglia del momento.
L’Alsazia che ci è rimasta nel cuore
Ripensando ai nostri nove giorni in Alsazia, ciò che ricordiamo con maggiore piacere non è soltanto la bellezza delle sue cittadine o dei suoi borghi, ma anche i piccoli momenti vissuti lungo il viaggio.
Le cicogne sui tetti di Eguisheim, le facciate colorate di Riquewihr, le passeggiate tra i vigneti della Strada dei Vini e quella nuotata nelle acque del Lac de Kruth-Wildenstein sono immagini che ancora oggi associamo a questa regione.
L’Alsazia ci ha conquistati soprattutto per la sua varietà, per la possibilità di passare in poco tempo da un borgo medievale a un paesaggio di montagna, seguendo semplicemente la curiosità e la voglia di scoprire.
Ed è proprio questa libertà, più di qualsiasi itinerario prestabilito, ciò che ci piace ritrovare ogni volta che partiamo per un nuovo viaggio.
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